Energia libera: l’identità del compratore. La risposta alla domanda del titolo è semplice, ma presuppone una spiegazione un po’ più complessa. L’energia che tu immetti nel mercato la compra il GSE, ovvero il Gestore dei Servizi Energetici. Poiché il GSE agisce su scala nazionale e serve anche te, quell’energia la compri anche tu quando accedi alla rete. Tutto avviene in automatico, attraverso apparecchi già installati nella tua casa. La quota di energia autoconsumata passa solo dal contatore di produzione (generalmente passerebbe per quello bidirezionale). Così arriva direttamente al servizio della tua utenza. Questo passaggio “diretto” evita l’utilizzo della rete elettrica da parte di GSE. Quindi eviti di pagare tutte le spese connesse al prelevamento, che altrimenti andrebbero direttamente in bolletta. Energia libera significa anche questo.

Energia libera: come avviene il passaggio al GSE

Sono due i modi in cui la tua casa può “vendere” la sua energia libera al GSE.

  • Lo scambio sul posto, che hai già visto. Ovvero un meccanismo di compensazione tra l’energia che immetti in rete e l’energia che prelevi dalla rete stessa. A fine anno il prezzo delle bollette ti viene parzialmente ripagato tramite conguaglio.
  • Il ritiro dedicato, altro sistema di valorizzazione dell’energia immessa in rete. In questo caso, tutta l’energia non istantaneamente autoconsumata viene ceduta alla rete, senza il meccanismo di compensazione dello scambio sul posto. L’energia libera dunque venduta alla rete di distribuzione con un prezzo “minimo garantito”. D’altra parte, però, non ci sarà rimborso per l’energia riprelevata dalla rete.

Energia libera: Scambio sul posto o ritiro dedicato, quale conviene?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda, ma resta comunque abbastanza facile da sapere. Se l’energia che produci è molto maggiore di quella che consumi, ti conviene il ritiro dedicato. Altrimenti, sarà molto più conveniente lo scambio sul posto. Più in generale, per gli impianti domestici lo scambio sul posto è una soluzione quasi obbligata. Invece, quando si hanno grandi impianti (oltre i 200 Kw di potenza) conviene il ritiro dedicato.